giovedì 18 aprile 2013

domenica 7 aprile 2013

Caro Giovanni, Giovanni Treccani,

panda s.m. etimo incerto
Così esordisce il volume XVI PALM - PIET Treccani alla voce panda. Poi prosegue aggiungendo ben poco, ovvero che è un carnivoro dell'Himalaya, che è della specie ailuro e che è detto anche panda minore per distinguerlo dal panda gigante. E rimanda alla voce ailuro, appunto. Ancora meno. O ancora peggio. Il volume I A - ANTLIA definisce l'ailuro e ribadisce che è carnivoro, che ha la statura di un gatto e che ha i piedi pelosi.
Bene. Anzi, male.

Caro Giovanni, Giovanni Treccani,
perdonami, ma debbo sindacare sul singolare, poi sul maschile, poi sull'etimo incerto, poi pure sul carnivoro, e sul minore. Volendo anche sui piedi pelosi e sulla statura di un gatto ( non esageriamo, bassa sì, ma non come un gatto ). Insomma su tutto.  
Barbara, Cinzia, Nicoletta, Sarah e Vita sono nomi femminili, salvo errori alla nascita alla registrazione anagrafe. 
Ergo, dall'elencazione si può facilmente dedurre che siamo singole, sì, ma plurali.
Sull'atttudine carnivora c'è un buon 50% che preferisce le verdure. Sulla collocazione geografica siamo fuori luogo.
Sul minore poi proprio non ci siamo. Minore rispetto a chi? 
Piedi pelosi si risolvono con cerette e silkepil. Sulla statura del gatto ho già detto, e semmai ti sfido a trovare un gatto della statura di Barbara.
Sull'etimo incerto che dire? Eppure si pensava d'essere state chiare e averlo sintetizzato bene nella regola n.3 del Patto d'Amicizia.

Per
Amicizia
Non
Declinare
Avvenimenti 

Debbo dire a tua discolpa che la fondazione del Lessico Universale Italiano è ante anno di nascita del Panda. Però ora un aggiornamento lo vogliamo fare?

 




mercoledì 3 aprile 2013

disamistade

Sono d'accordo col Faber. Disamistade è una bella parola. Ma ha un brutto significato. Disamicizia. 

E' la faida. E' l'uomo che si guarda attorno, guarda i suoi simili, la fortuna che nel frattempo ha sparigliato i destini e lui, l'uomo, prova invidia. Curioso obiettivo della faida è uccidere l'ultimo assassino, perché solo le proprie voci, le proprie grida di dolore, si sentono distinte. Il dolore degli altri è sempre un dolore a metà.

Era tenero Fabrizio nel dire che se si può, quando si può, è meglio non provare invidia. 

Si può.